Classe Energetica A con Finestre PVC: Guida 2026 — ThermoDMR
Come migliorare la classe energetica della tua casa con finestre PVC nel 2026. Valori Uw, trasmittanza, dispersioni termiche: tutto quello che devi sapere.
Pubblicato: · 18 min · Risparmio Energetico
Perché la classe energetica è diventata una priorità nel 2026
Nel 2026 la classe energetica della casa non è più soltanto un dato tecnico riservato agli specialisti del settore edilizio: è diventata un indicatore economico concreto che influenza il valore degli immobili, la spesa mensile delle famiglie e — sempre più — le possibilità di accesso a finanziamenti agevolati. Tre forze convergenti hanno trasformato questo tema da nicchia a priorità per chiunque possegga un'abitazione in Italia.
La prima forza è la Direttiva Europea sulle Case Green (EPBD — Energy Performance of Buildings Directive, 2024), che impone agli Stati membri di programmare la ristrutturazione del parco edilizio esistente verso classi energetiche più alte entro scadenze progressivamente ravvicinate. L'Italia, come gli altri Paesi europei, ha recepito questa direttiva con misure che rendono sempre più oneroso mantenere edifici in classe energetica bassa (F o G), specialmente per gli immobili messi in vendita o in locazione.
La seconda forza è quella economica: il costo dell'energia ha subito una ristrutturazione permanente verso l'alto rispetto ai livelli pre-2022. Una casa con classe energetica G consuma mediamente 3-4 volte più energia di una casa in classe B per lo stesso comfort abitativo. Con bollette che si sono stabilizzate su livelli significativamente più alti rispetto al passato, il risparmio ottenibile migliorando la classe energetica vale centinaia di euro all'anno in modo strutturale.
La terza forza è quella del mercato immobiliare: le analisi di Nomisma, Tecnoborsa e delle principali agenzie immobiliari documentano in modo crescente il cosiddetto "green premium" — il sovraprezzo che gli immobili con classe energetica alta ottengono rispetto a quelli con classe bassa nella stessa zona. Nel 2026, la differenza di valore tra un'abitazione in classe G e una comparabile in classe B può raggiungere il 15-22% nelle principali città italiane.
In questo contesto, la sostituzione delle finestre con serramenti ad alta efficienza energetica emerge come l'intervento con il miglior rapporto tra costo, impatto sulla classe energetica, invasività dei lavori e velocità di esecuzione. In questa guida approfondita spieghiamo tutto: come si calcola la classe energetica, quale ruolo giocano le finestre, come scegliere il prodotto giusto e quali benefici concreti aspettarsi.
Come si calcola la classe energetica: l'APE spiegato semplicemente
La classe energetica di un'abitazione viene determinata attraverso l'Attestato di Prestazione Energetica (APE), un documento obbligatorio redatto da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra con apposita certificazione). L'APE è obbligatorio in caso di compravendita, locazione con contratto superiore a 30 giorni, e — dal 2024 — anche per accedere a diversi tipi di incentivi edilizi.
Il calcolo dell'APE si basa sull'indice EPgl (Energia Primaria globale non rinnovabile), espresso in kWh/m²/anno. Questo indice rappresenta quanta energia primaria non rinnovabile consuma l'edificio ogni anno per ogni metro quadro di superficie utile, tenendo conto di tutti i servizi energetici: riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, ventilazione meccanica, illuminazione (quest'ultima solo per gli edifici non residenziali).
Il tecnico che redige l'APE raccoglie i dati dell'edificio (orientamento, dimensioni, stratigrafia delle pareti, caratteristiche delle finestre, tipo di impianto termico, ecc.), li inserisce in un software di calcolo certificato secondo le norme UNI/TS 11300, e ottiene il valore EPgl che determina la classe energetica.
Per quanto riguarda specificatamente le finestre, il tecnico inserisce nel calcolo il valore Uw dei serramenti (trasmittanza termica totale), le dimensioni di ciascuna finestra, l'orientamento (nord, sud, est, ovest), la presenza di schermature solari (persiane, tapparelle, tende esterne) e le caratteristiche di trasmissione solare del vetro (fattore solare g). Tutti questi dati influenzano il bilancio energetico dell'edificio: le finestre sono al tempo stesso fonti di perdita termica (di notte e d'inverno) e fonti di guadagno solare (di giorno nelle stagioni fredde con esposizione favorevole).
La modifica dei serramenti è uno degli interventi che più significativamente può alterare l'APE in positivo, perché agisce direttamente su un parametro inserito nel calcolo con peso rilevante. Sostituire finestre con Uw 2,8 con finestre Uw 1,1 può ridurre il fabbisogno di riscaldamento dell'edificio del 15-25%, con un impatto diretto sull'indice EPgl e quindi sulla classe energetica assegnata.
Le classi energetiche A4-G: cosa significano i numeri
Il sistema italiano di classificazione energetica degli edifici prevede 10 classi, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore). La classificazione si basa sul rapporto tra l'EPgl dell'edificio e un valore di riferimento EPgl,rif calcolato in funzione delle caratteristiche geometriche dell'edificio e della zona climatica.
| Classe Energetica | Rapporto EPgl / EPgl,rif | Consumo tipico (kWh/m²/anno) | Descrizione |
|---|---|---|---|
| A4 | ≤ 0,40 | < 15 | Casa passiva / nZEB — quasi zero energia |
| A3 | 0,40 – 0,60 | 15 – 30 | Edificio ad altissima efficienza |
| A2 | 0,60 – 0,80 | 30 – 50 | Edificio molto efficiente |
| A1 | 0,80 – 1,00 | 50 – 70 | Edificio efficiente — standard nuove costruzioni 2026 |
| B | 1,00 – 1,20 | 70 – 90 | Buona efficienza — obiettivo ristrutturazione |
| C | 1,20 – 1,50 | 90 – 120 | Discreta efficienza — abitazioni recenti ristrutturate |
| D | 1,50 – 2,00 | 120 – 160 | Efficienza nella media — abitazioni anni '90-2000 |
| E | 2,00 – 2,60 | 160 – 220 | Bassa efficienza — abitazioni anni '80 |
| F | 2,60 – 3,50 | 220 – 300 | Molto bassa efficienza — abitazioni anni '70 |
| G | > 3,50 | > 300 | Pessima efficienza — edifici ante 1973 senza interventi |
Per contestualizzare questi numeri: un'abitazione in classe G a Milano (zona E) con 120 m² di superficie utile consuma tipicamente tra 36.000 e 45.000 kWh di energia primaria annua per il solo riscaldamento. Convertendo in gas naturale (potere calorifico 10 kWh/m³ circa), questo equivale a 3.600-4.500 m³ di gas all'anno. A tariffe attuali di 0,90-1,10 euro/m³, si parla di una bolletta del gas di 3.200-4.950 euro annui soltanto per il riscaldamento. In classe B, lo stesso appartamento consumerebbe circa 1.100-1.300 euro. La differenza è abissale.
Le finestre nel bilancio energetico: dati reali sulle dispersioni
Per comprendere l'importanza delle finestre nella classe energetica, è necessario analizzare il bilancio termico di un edificio con un approccio quantitativo. Le dispersioni termiche di un'abitazione avvengono attraverso diversi elementi dell'involucro edilizio, con pesi diversi a seconda della costruzione.
Secondo le elaborazioni del Politecnico di Milano su un'abitazione tipo degli anni '80 in zona E:
- Pareti opache esterne: 35-40% delle dispersioni totali
- Finestre e serramenti: 25-35% delle dispersioni totali
- Tetto e solaio di copertura: 15-20% delle dispersioni totali
- Solaio verso terreno o garage: 8-12% delle dispersioni totali
- Ponti termici: 5-10% delle dispersioni totali
Le finestre, pur occupando una superficie spesso inferiore al 20% dell'involucro totale, sono responsabili del 25-35% delle perdite di calore. Questo accade perché la trasmittanza termica di un vetro — anche di buona qualità — è molto superiore a quella di una parete ben coibentata. Una parete con cappotto da 12 cm ha una trasmittanza U di circa 0,25-0,30 W/m²K; una finestra anni '90 ne ha 2,8 W/m²K. La finestra disperde circa 10 volte più calore per unità di superficie rispetto a una parete coibentata.
Questo spiega perché, in molti casi, la sostituzione delle finestre è il primo passo più efficace nel percorso di miglioramento della classe energetica: è un intervento relativamente rapido, poco invasivo (non richiede opere murarie significative), completamente finanziabile con le detrazioni fiscali, e con un impatto immediatamente misurabile sull'APE.
Il valore Uw: la misura che determina tutto
Il valore Uw (trasmittanza termica totale del serramento, in W/m²K) è il parametro tecnico fondamentale che descrive le prestazioni energetiche di una finestra. La lettera "U" rappresenta il coefficiente di trasmittanza termica, la "w" sta per "window" (finestra). Un Uw basso significa alta resistenza al passaggio del calore, cioè ottima prestazione energetica.
Il valore Uw è una media pesata della trasmittanza del vetro (Ug), della trasmittanza del telaio (Uf) e dei ponti termici lineici del distanziatore perimetrale (Psi-spacer), calcolata secondo la norma UNI EN ISO 10077-1. La formula tiene conto delle superfici di ciascun componente rispetto alla superficie totale della finestra.
| Valore Uw (W/m²K) | Qualità isolamento | Tipologia finestra | Classe energetica edificio (zona E) |
|---|---|---|---|
| 5,0 – 6,0 | Pessima | Singolo vetro con telaio metallico anni '60-'70 | Contribuisce alla classe F-G |
| 3,0 – 4,0 | Molto scarsa | Doppio vetro aria senza Low-E, telaio in alluminio senza taglio termico | Contribuisce alla classe E-F |
| 2,0 – 2,8 | Scarsa | Doppio vetro con argon, telaio in alluminio con taglio termico o PVC base | Contribuisce alla classe D-E |
| 1,4 – 1,9 | Buona | Doppio vetro argon + Low-E, PVC 5 camere — standard minimo nuove costruzioni | Contribuisce alla classe C-D |
| 1,0 – 1,3 | Ottima | Doppio vetro argon + Low-E avanzato, PVC 5-6 camere — DMR Confort, DMR Domus | Contribuisce alla classe B-C |
| 0,6 – 0,9 | Eccellente | Triplo vetro krypton/argon + Low-E doppio, PVC 6-7 camere — DMR Passive | Contribuisce alla classe A1-A3 |
La scelta del valore Uw ottimale dipende dalla zona climatica, dall'obiettivo di classe energetica e dal budget disponibile. Per la maggior parte delle abitazioni italiane nelle zone D-E, una finestra con Uw 1,1-1,3 W/m²K rappresenta il giusto equilibrio tra prestazioni, costo e ritorno sull'investimento.
Vetro, gas e profilo: i tre elementi che fanno la differenza
La performance energetica di un serramento è il risultato combinato di tre componenti principali: il vetro, il gas nell'intercapedine e il profilo del telaio. Comprendere ciascuno di questi elementi aiuta a fare scelte consapevoli e a confrontare correttamente i preventivi di fornitori diversi.
Il vetro: il contributo del componente più visibile
Il vetro è il componente con la superficie maggiore e quello che influenza maggiormente il valore Ug (trasmittanza del solo vetro). Un vetro basso emissivo (Low-E) ha un sottilissimo rivestimento metallico applicato su una delle superfici interne dell'intercapedine, che riduce l'emissività termica del vetro e quindi la trasmissione di calore per irraggiamento. Un vetro doppio con argon e Low-E raggiunge valori Ug di 1,0-1,1 W/m²K, rispetto ai 2,6-2,8 W/m²K di un doppio vetro semplice con aria.
Il fattore solare g del vetro (trasmissione dell'energia solare) è un altro parametro importante: un vetro con g elevato lascia passare più energia solare (vantaggio in inverno per le superfici a sud), mentre un vetro con g basso è preferibile per finestre esposte a ovest o est in climi caldi. La corretta selezione del vetro Low-E in base all'orientamento può ottimizzare i guadagni solari passivi e ridurre ulteriormente il fabbisogno energetico dell'edificio.
Il gas nell'intercapedine: argon vs krypton vs aria
L'intercapedine tra i vetri è riempita con un gas che ha proprietà di isolamento termico migliori dell'aria. L'argon è il gas standard: ha una conducibilità termica del 34% inferiore all'aria, costa relativamente poco ed è completamente sicuro e inerte. Il krypton ha prestazioni ancora migliori (conducibilità inferiore all'aria del 64%) ma costa significativamente di più. Il krypton è usato principalmente nelle finestre a triplo vetro per mantenere gli spessori contenuti pur raggiungendo valori Ug molto bassi.
Nella pratica, per le applicazioni residenziali standard in zone D-E, l'argon offre il miglior rapporto prestazioni/costo. Il krypton diventa interessante solo nelle finestre per case passive dove si richiedono valori Ug inferiori a 0,6 W/m²K.
Il profilo del telaio: camere e materiali
Il telaio in PVC contribuisce al valore Uw complessivo attraverso il proprio coefficiente di trasmittanza Uf. Un profilo PVC a 5 camere raggiunge tipicamente valori Uf di 1,2-1,4 W/m²K; un profilo a 6 camere scende a 1,0-1,2 W/m²K. La differenza sembra piccola, ma su una finestra dove il telaio occupa il 20-30% della superficie totale, si traduce in un miglioramento del Uw finale di 0,05-0,10 W/m²K.
Il profilo PVC ha il vantaggio di non condurre calore come il metallo (alluminio, acciaio) e non richiede il "taglio termico" che è invece necessario nei telai in alluminio. Questo rende i profili PVC intrinsecamente superiori in termini di isolamento termico del telaio, a parità di numero di camere, rispetto ai concorrenti metallici.
Da classe F a classe B: percorso realistico per una casa degli anni '80
Per rendere concreto il percorso di miglioramento della classe energetica, seguiamo l'esempio di una villetta bifamiliare tipica degli anni '80: 140 m² di superficie riscaldata, zona E (comuni del Nord Italia come Bergamo, Brescia, Modena, Padova), attualmente in classe F con un fabbisogno di riscaldamento di 230 kWh/m²/anno.
Situazione di partenza: pareti in mattoni forati senza isolamento (U ≈ 1,0 W/m²K), tetto non coibentato (U ≈ 1,8 W/m²K), serramenti in alluminio senza taglio termico con doppio vetro aria anni '90 (Uw ≈ 3,2 W/m²K), caldaia a gasolio di 20 anni. APE: classe F, 230 kWh/m²/anno, bolletta annua stimata circa 3.800 euro.
Percorso di riqualificazione in tre fasi:
- Fase 1 — Sostituzione serramenti (anno 0): sostituzione di 10 finestre e 2 porte-finestre con DMR Confort (Uw 1,1 W/m²K), aggiunta di cassonetti coibentati e tapparelle coibentate, installazione di un portoncino coibentato. Costo stimato: 16.000 euro. Nuova classe energetica attesa: da F a D. Risparmio energetico annuo: circa 600 euro. Detrazione Ecobonus 50%: 8.000 euro in 10 anni.
- Fase 2 — Cappotto termico (anno 1-2): applicazione di cappotto in EPS da 12 cm sulle pareti esterne (U pareti: da 1,0 a 0,25 W/m²K) e coibentazione del tetto. Costo stimato: 28.000 euro. Nuova classe energetica attesa: da D a B+. Risparmio energetico aggiuntivo: circa 800 euro/anno.
- Fase 3 — Impianto termico (anno 2-3): sostituzione della caldaia a gasolio con pompa di calore aria-acqua ad alta efficienza. Costo stimato: 14.000 euro. Nuovo fabbisogno energetico: riduzione del 60% grazie al COP della pompa di calore. Classe energetica attesa: B o A1.
Risultato finale: in 3 anni e con un investimento complessivo di circa 58.000 euro (di cui circa il 50% recuperato con le detrazioni), la villetta passa da classe F a classe A1-B. La bolletta energetica scende da circa 3.800 euro/anno a circa 800-1.000 euro/anno. Il valore dell'immobile aumenta stimabilmente del 15-20%. La partenza con i serramenti nella Fase 1 è strategica: permette di beneficiare delle detrazioni Ecobonus, di misurare subito il miglioramento in bolletta, e di preparare l'involucro per il cappotto nella Fase 2.
Risparmio in bolletta per zona climatica: calcoli con esempi
Il risparmio in bolletta derivante dalla sostituzione delle finestre varia significativamente in base alla zona climatica, alle dimensioni dell'edificio, alla superficie vetrata e ai valori Uw prima e dopo l'intervento. La tabella seguente fornisce stime indicative per un'abitazione di 100 m² con 8 finestre standard (superficie vetrata totale circa 12 m²), passando da Uw 2,8 a Uw 1,1 W/m²K.
| Zona Climatica | Gradi Giorno | Principali città | Risparmio riscaldamento (stima) | Risparmio annuo in euro |
|---|---|---|---|---|
| Zona B | 900 – 1.400 | Palermo, Catania, Reggio Calabria | 8 – 12% | 120 – 180 € |
| Zona C | 1.400 – 2.100 | Napoli, Bari, Roma, Salerno | 12 – 17% | 190 – 280 € |
| Zona D | 2.100 – 3.000 | Firenze, Genova, Pescara, Ancona | 16 – 22% | 280 – 420 € |
| Zona E | 3.000 – 4.000 | Milano, Torino, Bologna, Verona, Venezia | 18 – 26% | 380 – 580 € |
| Zona F | > 4.000 | Bolzano, Aosta, Cuneo alta quota | 22 – 30% | 520 – 780 € |
Le stime si riferiscono al solo risparmio di riscaldamento invernale e assumono un costo del gas di circa 1,00 euro/m³ (IVA inclusa). Se si considera anche il contributo delle finestre alla riduzione del raffrescamento estivo (riduzione degli apporti solari indesiderati con vetri a controllo solare e schermature), il risparmio totale può essere superiore del 15-25% nelle zone più calde.
Ponti termici intorno alle finestre: il problema nascosto
Uno degli errori più comuni nella sostituzione dei serramenti è concentrarsi esclusivamente sulla finestra in sé, ignorando i cosiddetti ponti termici che si formano nella zona perimetrale del serramento — e in particolare a livello del cassonetto avvolgibile, quando presente.
Un ponte termico è una zona dell'involucro edilizio con trasmittanza termica significativamente più alta rispetto all'area circostante. Intorno alle finestre i ponti termici si formano per due ragioni principali:
- La spalletta e il davanzale: i vani finestra nelle pareti degli edifici anni '70-'80 spesso non prevedono alcun isolamento di giunzione tra il telaio della finestra e la parete. Il materiale della parete (mattone, calcestruzzo) conduce calore molto più rapidamente dei materiali isolanti moderni, creando una "via di fuga" preferenziale per il calore.
- Il cassonetto avvolgibile: i cassonetti tradizionali non coibentati sono cavità ventilate nell'involucro edilizio, con pareti sottili che comunicano direttamente con l'esterno. Un cassonetto non coibentato può avere una trasmittanza equivalente di 3-5 W/m²K, vanificando parzialmente i benefici della finestra sottostante. Secondo le stime degli energetici, un cassonetto non coibentato può causare fino al 30% delle dispersioni totali di un "sistema finestra" composto da cassonetto + serramento + persiana.
La soluzione completa prevede l'installazione dei cassonetti coibentati ThermoDMR, che riducono la trasmittanza del cassonetto a valori compatibili con i serramenti ad alte prestazioni. L'abbinamento di finestra ad alta efficienza, cassonetto coibentato e tapparella coibentata costituisce il "sistema finestra" ottimale per il massimo isolamento complessivo.
Cassonetti coibentati: il completamento necessario
Il cassonetto coibentato è probabilmente il componente meno conosciuto e più sottovalutato dell'intero sistema finestra. Eppure, in un'abitazione con cassonetti avvolgibili (la stragrande maggioranza degli edifici italiani degli anni '70-'90), il cassonetto rappresenta una delle principali cause di dispersione termica localizzata e di infiltrazioni d'aria fredda.
I cassonetti tradizionali presentano sistematicamente tre problemi:
- Scarso isolamento termico: le pareti del cassonetto in legno o lamiera hanno trasmittanza termica molto alta. Il calore dell'ambiente interno attraversa facilmente la parete del cassonetto verso l'esterno.
- Infiltrazioni d'aria: la fessura di passaggio della tapparella è spesso non sigillata e permette all'aria fredda esterna di entrare nell'abitazione, creando correnti fredde fastidiose e riducendo l'isolamento effettivo del sistema.
- Condensa: la differenza di temperatura tra la superficie interna del cassonetto (fredda per le dispersioni) e l'aria calda e umida dell'interno crea condizione favorevoli alla condensa, che può portare a problemi di muffa nel tempo.
I cassonetti coibentati ThermoDMR risolvono tutti e tre i problemi con una struttura isolata che riduce la trasmittanza a valori paragonabili a quelli della parete circostante, guarnizioni anti-infiltrazione sulla fessura della tapparella, e superfici interne trattate per prevenire la condensa. L'installazione del cassonetto coibentato contestualmente alla sostituzione della finestra è l'approccio ottimale sia in termini tecnici sia ai fini delle detrazioni fiscali.
La Direttiva Case Green (EPBD 2024): cosa cambia per i proprietari italiani
La Direttiva Europea sull'Efficienza Energetica degli Edifici (EPBD — Energy Performance of Buildings Directive, 2024) rappresenta il quadro normativo europeo più ambizioso mai adottato per il settore edilizio. Recepita in Italia nel 2024-2025, questa direttiva ha implicazioni concrete per chiunque possieda un immobile residenziale nel Paese.
Gli obiettivi principali della direttiva:
- Tutti i nuovi edifici residenziali devono essere a emissioni zero entro il 2030
- Gli edifici residenziali esistenti devono raggiungere almeno la classe energetica E entro il 2030, e almeno la classe D entro il 2033
- Gli edifici non residenziali hanno scadenze anticipate (classe F entro 2027, classe E entro 2030)
Cosa significa in pratica per un proprietario italiano: se possiedi un'abitazione in classe G, F o E con obbligo di salire in classe D entro il 2033, hai circa 7-8 anni per effettuare gli interventi necessari. Questo è un lasso di tempo sufficiente per pianificare i lavori in modo razionale, usufruendo delle detrazioni fiscali disponibili e distribuendo l'investimento nel tempo. Chi invece aspetta i prossimi anni potrebbe trovarsi in una situazione di urgenza, con meno incentivi disponibili e prezzi dei materiali e manodopera potenzialmente più alti per l'aumento della domanda.
Il ruolo delle finestre nella conformità EPBD: la sostituzione dei serramenti, pur non essendo sufficiente da sola a raggiungere la classe D in edifici molto inefficienti, è quasi sempre il primo passo nel percorso di riqualificazione, perché si abbina perfettamente ad altri interventi (cappotto, impianto termico) e contribuisce in modo misurabile al miglioramento dell'APE.
Il "green mortgage" (mutuo verde): le banche europee, su impulso della normativa e delle politiche della Banca Centrale Europea, stanno sviluppando prodotti di finanziamento agevolati per gli interventi di miglioramento energetico degli edifici. Questi "mutui verdi" o "finanziamenti sostenibili" offrono tassi d'interesse più favorevoli rispetto ai mutui standard, riducendo ulteriormente il costo dell'intervento di sostituzione dei serramenti.
Finestre e valore immobiliare: i dati del mercato 2026
L'impatto della classe energetica sul valore degli immobili è ormai un dato consolidato, non più una speculazione teorica. Le analisi di mercato condotte da Nomisma, Tecnoborsa e dalle principali agenzie immobiliari italiane nel 2025-2026 forniscono dati chiari sul cosiddetto "green premium" — il sovraprezzo ottenuto dagli immobili con migliore efficienza energetica.
I dati più recenti indicano che:
- A parità di metratura, zona e caratteristiche, un immobile in classe B o A ottiene mediamente il 15-22% in più rispetto a uno in classe F o G nelle principali città italiane
- La differenza è più marcata nelle città universitarie e nei capoluoghi con popolazione giovane e istruita, più sensibile ai temi energetici
- Nelle compravendite, la classe energetica è ormai uno dei primi tre criteri di valutazione per il 68% degli acquirenti (fonte: survey Tecnoborsa 2025)
- Gli immobili in classe D o inferiore richiedono tempi di vendita mediamente del 35% più lunghi rispetto a quelli in classe C o superiore
Per un appartamento di 100 m² del valore di 250.000 euro in classe G, passare alla classe B potrebbe significare un aumento di valore di 37.500-55.000 euro. Considerando che il costo totale degli interventi necessari (serramenti + cappotto + impianto) potrebbe aggirarsi sui 45.000-60.000 euro al lordo delle detrazioni (e 25.000-35.000 euro al netto), il saldo dell'operazione in termini di valore patrimoniale è sostanzialmente in pareggio o positivo — a cui si aggiunge il risparmio energetico annuo di 2.000-2.500 euro.
Il protocollo di intervento: in che ordine fare i lavori
Molti proprietari si chiedono qual è il giusto ordine con cui affrontare gli interventi di riqualificazione energetica. La risposta dipende dal budget disponibile e dalla situazione di partenza, ma esiste un protocollo di intervento generalmente riconosciuto come ottimale.
Principio fondamentale: lavorare dall'esterno verso l'interno. Prima si migliora l'involucro (ciò che separa l'interno dall'esterno), poi si ottimizza l'impianto termico. Seguire l'ordine inverso significa rischiare di sovradimensionare l'impianto (perché calcolato su un edificio non ancora coibentato) e poi ritrovarsi con un impianto troppo potente dopo la coibentazione.
- Primo: serramenti — il cambio delle finestre è il più veloce da realizzare, il meno invasivo per la quotidianità degli abitanti, e offre subito un miglioramento misurabile in bolletta. Permette anche di pianificare meglio gli interventi successivi con i risparmi ottenuti.
- Secondo: tetto e solaio — la coibentazione del tetto (se piano) o del solaio di copertura è spesso realizzabile senza abitare fuori dall'immobile e con costi contenuti. Il suo impatto sull'EPgl è significativo.
- Terzo: pareti opache (cappotto) — il cappotto esterno è l'intervento più incisivo ma anche il più costoso e invasivo. Va fatto dopo i serramenti perché altrimenti si rischia di dover rifare parte del lavoro (il cappotto deve coprire anche la spalletta delle finestre, e se le finestre sono già state sostituite questo richiede un coordinamento specifico).
- Quarto: impianto termico — una volta che l'involucro è migliorato, il fabbisogno energetico è ridotto e si può dimensionare l'impianto (pompa di calore, solare termico, ecc.) in modo ottimale per le nuove condizioni.
Questo ordine non è sempre rigidamente applicabile (a volte il budget o le opportunità di incentivo impongono un diverso sequenziamento), ma rimane il riferimento tecnico ottimale per chi vuole massimizzare i risultati con investimento razionale.
Domande frequenti sulla classe energetica e i serramenti
Rispondiamo alle domande più frequenti che riceviamo dai clienti che vogliono migliorare la classe energetica della propria abitazione con la sostituzione delle finestre.
- Quante classi energetiche guadagno solo con le finestre? Dipende dalla situazione di partenza. In un edificio in classe G o F con finestre molto vecchie (Uw 4-5), il solo cambio dei serramenti con prodotti Uw 1,1 può portare un guadagno di 1-2 classi. In edifici già in classe D con buon involucro, il guadagno è di 1 classe o meno.
- Ho bisogno di un nuovo APE dopo aver cambiato le finestre? Non è obbligatorio aggiornare l'APE dopo la sostituzione delle finestre, a meno che non si debba vendere o affittare l'immobile. Tuttavia, un APE aggiornato con i nuovi valori Uw documenta il miglioramento ottenuto e valorizza l'immobile in caso di compravendita futura.
- Le finestre con doppio vetro argon e Low-E sono sufficienti per la classe A? In generale no, non da sole. Per raggiungere la classe A è necessario un intervento integrato sull'intero involucro (pareti, tetto) e sull'impianto termico. Le finestre sono parte essenziale del sistema, ma non sufficiente da sole per gli edifici più datati.
- Qual è il miglior periodo dell'anno per sostituire le finestre? Tecnicamente i lavori sono fattibili tutto l'anno, ma primavera e autunno sono le stagioni ottimali per evitare il caldo estivo e il freddo invernale durante la fase di installazione. La sostituzione di una finestra richiede generalmente 30-60 minuti per apertura con minima esposizione all'esterno.
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Scegliere il prodotto giusto dalla gamma ThermoDMR in base alla classe energetica
La gamma ThermoDMR è stata progettata per rispondere a esigenze diverse di efficienza energetica. Ecco come orientarsi in base alla classe energetica che si vuole raggiungere:
- DMR Domus (5 camere, doppio vetro Uw 1,4) — adatto per migliorare di 1 classe rispetto a serramenti anni '90. Ottimo per chi parte da classe E o F e punta alla classe D con budget contenuto.
- DMR Confort (5 camere, doppio vetro argon Low-E, Uw 1,1) — il best seller: aggiorna di 1-2 classi energetiche, rispetta tutti i requisiti normativi vigenti e futuri fino al 2030. Ideale per la maggior parte delle sostituzioni residenziali.
- DMR Passive (6 camere, triplo vetro, Uw ≤0,8) — per chi punta alla classe A o all'efficienza dell'edificio passivo. Necessario in zona climatica E e F o per edifici con fabbisogno quasi zero (nZEB).
Tutti i prodotti ThermoDMR sono prodotti con profil german certificat, vin cu Declarație de Performanță CE, garanție 15 ani pe profil și sunt compatibili cu cerințele programelor de finanțare AFM. La ordinul dumneavoastră, furnizăm toate documentele tehnice necesare pentru dosarul de eficiență energetică.
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Il cambiamento climatico e l'aumento del costo dell'energia rendono l'efficienza energetica degli edifici sempre più centrale nelle scelte abitative. Investire oggi in serramenti di qualità significa proteggersi da aumenti futuri dei costi energetici, aumentare il valore del proprio immobile e contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni di CO₂ — un obiettivo condiviso da istituzioni europee e proprietari responsabili. Con ThermoDMR, questo investimento è accompagnato da competenza tecnica certificata e supporto in ogni fase del processo.